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Italiana......................................The International Association for the study of Popular Music |
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vai a: LIBRI LETTI (nuova sezione)Impressioni
da Liverpool , 15th IASPM Conference, 13-17 luglio 2009 Con più di duecento paper, presentati nell’arco
di cinque intensissimi giorni, c’era da aspettarsi che la conferenza
ci avrebbe dato molto, sia in termini di spunti e idee, sia di incontri
e scambi personali. |
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| 31st
National Conference of the Musicological Society of Australia Melbourne, 4-7 dicembre 2008 La Conferenza - apertasi con la distribuzione di ramoscelli da parte di Doreen Garvey Wandin, che ha coinvolto il pubblico nella sua esperienza musicale a contatto con la famiglia aborigena - ha dato luogo ad una serie di sessioni parallele che hanno affrontato temi quali “John Blacking the Multi-Disciplinary Man”, ricostruzione dell’opera di Blacking come etnomusicologo, attivista politico e ricercatore, e le riflessioni sul rapporto musica/nazionalismo presentate da Philip V. Bohlman (“Music before the Nation, Music after Nationalism”). Bohlman ha sottolineato differenze, identità e contraddizioni che emergono da ogni nazione sul piano musicale, esaminandole dal punto di vista della classificazione interiority (national, individual, symbols of past) / exteriority (nationalist, collective, winners for the future) e puntualizzando la distinzione tra i concetti di national e nationalist. Molte sessioni hanno riguardato fenomeni musicali moderni e tradizionali presenti in Australia e Asia. Made Hood (“Voicing the Nation, negotiating the Tradition: Popular music influences on traditional Balinese vocal styles”) ha mostrato come alcuni stili vocali pop balinesi seguano modelli stilistici, artistici e creativi dell’industria nazionale a partire da una base estetica negoziata con la tradizione. Jonathan Mcintosh (“John Blacking’s Audible Badge of identity in Balinese children’s songs)” ha presentato un lavoro sulle canzoni infantili Venda, dove la pratica delle canzoni serve a formare un senso di identità balinese all’interno dello stato indonesiano. La ricerca etnografica tra gli aborigeni delle Tiwi di Genevieve Campbell (“Yrrika-payi: The changing voice of Tiwi song”) ha analizzato le differenti versioni di una serie di canti, evidenziando la coesistenza di continuità con la tradizione e cambiamento. Uno studio di area australiana di Aline Scott-Maxwell (“From San Remo to the Antipodes: Singing, Song-writing and the Italian Song Festival Tradition in Australia”) ha discusso il percorso che l’istituzione del festival della canzone italiana ha tracciato in Australia, specialmente a Melbourne e Sidney, e il suo impatto sull’attività della musica popolare nella comunità italiana dal 1958 (2st Festival della canzone italiana in Australia) al 1990. Il tema del contatto e della diffusione di musiche ‘altre’ in Australia è stato affrontato da John Whiteoak (“Kookaburra Samba: Hispanic inflected music and dance in pre-multicultural Australia), con un lavoro di ricostruzione cronologica sui modelli “esoticizzati” e “globalizzati” della musica ispanica focalizzato sul fenomeno latinoamericano nato soprattutto dopo il 1960 in Australia. Brydie-Leigh Bartleet e Elizabeth Mackinlay (“Friendship as research: exploring sisterhood and personal relationship as the foundations of musicological and ethnographic fieldwork”) hanno discusso lo studio musicale di alcune aree aborigene australiane, mentre Katelyn Barney e Lexine Solomon (”Performing on the margins: a collaborative research project between an indigenous Australian performer and a music researcher”) hanno esaminato la collaborazione tra un ricercatore australiano ed un performer aborigeno. Uno spazio interessante è stato quello dedicato ai festival di world music australiani, quali “Woodford Festival” (Brisbane), “Womad Festival” (Adelaide) e Rainbow Serpent (Melbourne), visti da Donna Weston (”Eco-paganism and world music festivals”) nella chiave di lettura dell’ecopaganesimo come riappropiazione del senso di comunità e del bisogno umano di connessione con il mondo naturale (Biophillia theories). Anita Pelaggi |
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28 novembre 2007 Sono online gli atti del convegno "Mutazioni sonore" http://www.associazionesemiotica.it/ec/contributi/mutazioni_sonore_20_11_07.html |
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| Il rapporto di una ricerca sui comportamenti di file-sharing in Italia, alla quale ha partecipato tra gli altri Francesco d'Amato: http://www.libercom.it/ | |||||
"La popular music
è dappertutto. È al centro di molteplici e cruciali discussioni
sulla natura della musica, della cultura e della società moderna" |
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